mercoledì 17 luglio 2013

ancora sulla questione asili a palermo

da quando i due hanno cominciato a frequentare il nido comunale a palermo non ci siamo mai tirati indietro rispetto a questioni inerenti la gestione interna, il diritto allo spazio dei bambini, il rapporto con le famiglie e il loro coinvolgimento attivo nella vita del nido, abbiamo condiviso riflessioni e prospettive di cambiamento. potete leggere tutti i post sull'asilo qui, qui, qui e qui
continuiamo a farlo anche adesso che i due hanno completato la loro esperienza (da settembre frequenteranno la scuola dell'infanzia): promuovendo a palermo l'assemblea cittadina 'bambini misura di città' (4 luglio 2013) e sottolineando pratiche di cambiamento del regolamento degli asili nido attuate dall'amministrazione che non ci convincono perché carenti di una programmazione dei servizi educativi chiara e a lungo termine e di una logica della partecipazione (a partire dai processi decisionali) che tenga conto di tutte le categorie coinvolte. pubblichiamo il comunicato stampa del comitato promotore dell'assemblea cittadina che solleva alcune questioni utili a capire le modalità di gestione dei cambiamenti, fatte dentro le aule consiliari in assenza di dibattito e di visione del futuro oltre che del presente. 

Il Comitato promotore dell’Assemblea cittadina “Bambini misura di città”, in seguito alla delibera n.208 del 13/06/2013 del Consiglio Comunale riguardante la sostituzione integrale del Regolamento Asili Nido in vigore, ha consegnato una lettera indirizzata, tra gli altri, al Sindaco di Palermo On. Leoluca Orlando, per sottolineare la totale assenza di dibattito e di approfondimento sul servizio di coordinamento pedagogico per la gestione degli asili nido comunali, abrogato interamente dal nuovo Regolamento. L’eliminazione dello “strumento fondamentale di qualificazione dei servizi”, renderebbe il lavoro di ogni singolo asilo isolato rispetto ad una programmazione pedagogica e didattica comune. Potenziare l'attività di Coordinamento Pedagogico permetterebbe invece di uniformare gli orientamenti, pur garantendo libertà metodologica nella gestione delle attività all'interno di ogni asilo. Nessuna traccia nel nuovo Regolamento dei Comitati di gestione e delle Assemblee dei genitori, organi previsti dalla Legge Regionale Siciliana 214/79, né delle attività di formazione e aggiornamento del personale previste, invece, dal precedente testo. Molti genitori sarebbero disposti a contribuire alla gestione partecipata dell'asilo affinché diventi uno spazio sociale e culturale nel quale cominciare a misurare la qualità della vita e della crescita di tutti e tutte. In Italia il coordinamento pedagogico e la partecipazione delle famiglie sono elementi di forza e di crescita dei servizi educativi. A Palermo si preferisce snellire i procedimenti, non affrontare il problema, e non programmare un’attività che, nel settore della scuola, come in altri, dovrebbe chiarire le direzioni e lo spazio dei diritti dei bambini. Speriamo che la lettera di denuncia porti ad una nuova discussione in aula, per attuare un processo di condivisione e di partecipazione vera al quale genitori e associazioni di settore sarebbero felici di poter partecipare per dare un contributo attivo.  




ecco il testo della lettera protocollata giorno 11 luglio 2013



Palermo, 11/07/2013

Al Sig. Sindaco
del Comune di Palermo
On. Leoluca Orlando

Al Presidente
del Consiglio Comunale di Palermo
Dott. Salvatore Orlando

All’Assessore alla Scuola
Prof.ssa Barbara Evola

Al Presidente Ia Commissione
Dott. Juan Diego Catalano Ugdulena

Al Presidente Va Commissione
Dott. Fausto Torta

Ai capigruppo
del Consiglio Comunale di Palermo


Le associazioni che sottoscrivono questa lettera lo fanno ai sensi del Capo II, art.9 comma 
del vigente Statuto del Comune di Palermo, sottoscrivendo liberamente quanto affermato dall’art.1 del medesimo Statuto.
In data 15/11/2012 il Settore Servizi Educativi, Servizio Asili Nido, dell’Area della Scuola
del Comune di Palermo ha inviato, assieme ai funzionari del servizio che dirige, una Proposta di provvedimento deliberativo di C.C. avente come oggetto un “Regolamento Asili Nido” teso a rinnovare il precedente del 1998. Tale documento ha come proponenti la D.ssa Santa Catania(Responsabile del procedimento) e la D.ssa Marina Pennisi (Dirigente del servizio). Ottiene un primo parere tecnico favorevole interno all’Ufficio dalla stessa D.ssa Marina Pennisi (sic!) e dalla D.ssa Licia Romano (Dirigente coordinatore), vistato dall’Assessore competente Prof. Barbara Evola.
Ottiene il visto dell’Ufficio di Ragioneria il 12/12/2012. Dopodiché viene richiesto un
parere urgente alle Commissioni I e V il 31/12/2012. Il regolamento viene recepito dalle
Commissioni il 07/01/2013 che rispondono il 04/02/2013 (I Commissione, parere favorevole all’unanimità con 5 emendamenti annessi al verbale di seduta) e il 20/03/2013 (V Commissione, parere favorevole all’unanimità con 2 emendamenti non inclusi nel verbale di seduta). Gli uffici preposti, a cui vengono inviati i pareri delle Commissioni, esprimono parere favorevole alle proposte della Ia e parere contrario alle proposte della 5a. Il testo viene presentato il 13/06/2013 al Consiglio Comunale di Palermo.
La richiesta è di votare con inspiegabile urgenza una delibera inerente una riforma radicale
del Regolamento Asili Nido vigente e risalente al 1998, altra Giunta Orlando, nella cui premessa, oltre ad alcuni selezionati articoli di legge, viene “CONSIDERATO che i risultati raggiunti dagli studi di pedagogia e psicologia sulla prima infanzia, e le trasformazioni sociali e culturali intervenute nel nostro paese, impongono una rivisitazione degli standards del servizio più adeguata alle nuove necessità educative”.
Il Regolamento Asili Nido introdotto come sostituzione del precedente “snellisce”,
effettivamente, la struttura organizzativa del precedente regolamento del 1998 escludendo in toto il Titolo III relativo alla professionalità dell’organico e alla sua formazione, nodo ineludibile ma eluso “d’ufficio”, e ristrutturando organi di rappresentanza, di gestione e di rapporto tra asili nido, cittadini e Amministrazione Comunale.
Nella redazione del Regolamento del 1998 erano incluse le Assemblee dei genitori e i
Comitati di gestione in quanto tale documento recepiva la Legge 1044/71, istitutiva del servizio, che all’art.6, comma 2, prevedeva che gli asili nido dovessero “essere gestiti con la partecipazione delle famiglie e delle rappresentanze delle formazioni sociali organizzate nel territorio” e la Legge Regionale Siciliana 214/79 che prevedeva espressamente i Comitati di Gestione agli artt.18, 19 e 20. Due norme di legge disattese nella recente modifica. Sicché i 29 articoli del Regolamento del 1998 diventano, nella nuova versione, 21, anzi 20 perché in Consiglio Comunale passa integralmente un parere della V Commissione, pur con parere tecnico contrario, che prevede l’abrogazione radicale dell’articolo 17 dal nuovo articolato, senza peraltro derogare altri articoli che a questo facevano riferimento (!). Eccolo.

ART. 17 - IL COORDINAMENTO PEDAGOGICO
Il Coordinamento pedagogico è composto dall'Unità Organizzativa Gestione e Sostegno SocioPedagogico del Servizio Asili Nido e dal Referente di ogni nido, ed è coordinato dal Responsabile Socio-Pedagogico dei Nidi.
Il Coordinamento pedagogico è lo strumento fondamentale di qualificazione dei servizi, garantisce la continuità di cura gestionale e l'omogeneità di indirizzi negli asili nido presenti sul territorio. Rappresenta, inoltre, uno strumento di supporto dei singoli Collettivi, ponendosi come livello promozionale in grado di orientare un progetto globale cittadino, e garantisce maggiore qualità e efficienza del servizio.
I compiti del Coordinamento pedagogico sono:
• curare la realizzazione di programmi educativi garantendo la continuità delle esperienze di formazione;
• curare il rapporto interattivo con il collettivo degli operatori, incoraggiando nei servizi nuovi livelli di
riflessione e competenza;
• coordinare le attività per le verifiche della programmazione;
• individuare le modalità organizzative più efficaci per realizzare gli obiettivi previsti e attiva incontri
periodici con i singoli collettivi, tra più collettivi (internidi) e momenti allargati a tutti gli operatori;
• promuovere la creazione di eventi e occasioni culturali (seminari, convegni, mostre di percorsi di attività
didattiche, apertura dei nidi alla città) per rendere visibile il lavoro svolto nei servizi ad un pubblico più vasto
di quello dell'utenza e per incrementare la sensibilità nei confronti dell'infanzia.
Gli educatori che ogni anno scolastico fanno parte del Coordinamento pedagogico collaborano in modo proficuo con lo stesso nell'attuazione del percorso pedagogico del nido, partecipando ad incontri periodici presso il Settore e promuovendo un sistema di partecipazione al progetto educativo del nido che consenta a tutte le
componenti coinvolte di svolgere un ruolo attivo.
Il Coordinamento pedagogico svolge la propria attività in rete con i servizi sanitari competenti e con il servizio sociale territoriale per l'integrazione dei bambini in situazioni difficili e per la più ampia attività di prevenzione del disagio e tutela della salute dei minori.
Bisognerebbe capire, a questo punto, quali siano i presunti enunciati “risultati raggiunti dagli studi di pedagogia e psicologia sulla prima infanzia” (quali studi? di chi?) che “impongono una rivisitazione degli standard del servizio più adeguata alle nuove necessità educative” (quali standard quali nuove necessità?).
Infatti se, come indicato, il “coordinamento pedagogico” è “strumento fondamentale di
qualificazione dei servizi”, è anche probabile che gli standard attengano a valori diversi da necessità educative. L’esclusione dell’art.17 dal Regolamento Asili Nido del Comune di Palermo rende, infatti, asfittico e autoreferenziale il lavoro svolto dagli asili nido pubblici della città: dall’immagine di un arcipelago di isole che possono avere un dialogo e investire in relazioni e rapporti, si avrà solo una geografia di isole distanti.
Evidenziando che esiste differenza sostanziale tra il Servizio Asili Nido e l’Ufficio per le
Relazioni con il Pubblico, gap operativo da dirimere attraverso un dialogo costruttivo tra le parti, andrebbe proposto un lungimirante potenziamento della struttura del coordinamento anche sotto l'aspetto didattico, prevedendo una continuità e una conformità di direzioni all'inizio di ogni anno scolastico, estesa alla fascia d'età 0-6 anni, coinvolgendo quindi le scuole d'infanzia comunali in visioni di progetto unitarie. Potenziare l'attività di collegamento pedagogico permetterebbe di uniformare gli orientamenti, pur garantendo libertà metodologica nella gestione delle direttive del coordinamento all'interno di ogni asilo/scuola, proprio perché non si risolve il nodo tagliando la fune ma cercando di sciogliere le difficoltà con una educazione alla partecipazione delle parti
(personale degli asili, genitori, amministrazione pubblica e stakeholders della città).
Per questi motivi ci piace immaginare un Regolamento che tenga in considerazione criteri di trasparenza e partecipazione, non eludendo le normative nazionali (Legge 1044/71) e regionali (Legge Regionale Siciliana 214/79), con uno sguardo all’aggiornamento e alla formazione del personale in servizio, per cercare e creare un dialogo tra parti, orientare e condividere proposte e contenuti, proporre e trasmettere alle generazioni del futuro un’idea di società inclusiva delle diversità e dei servizi educativi come primo passaggio per garantire ed esercitare i diritti dei bambini.
Tra le buone pratiche di gestione e di condivisione, applicate in Italia, suggeriamo:
- Attivazione di percorsi di aggiornamento del personale all’interno e al di fuori del Comune, presso strutture sia territoriali che provinciali, regionali, nazionali ed europee.
- Realizzazione di supporti informativi per le famiglie: carta dei servizi dei nidi, opuscoli,
consultabili anche on line, contenenti il regolamento degli asili nido, scritti in italiano, inglese, francese, arabo, cinese.
- Strategie di continuità tra nido e scuola dell’infanzia.
- Nel caso di procedure di revisione del Regolamento dei nidi, il coinvolgimento degli organismi di rappresentanza del personale e delle famiglie, indicando e informando in maniera chiara su normative e atti di riferimento.
Risulta ovvio, per concludere, che si chiede l’immediato ripristino del Titolo II del
Regolamento Asili Nido del 1998 con la reintroduzione, ai sensi della Legge Regionale Siciliana 214/79, artt.18, 19 e 20 (tenendo in considerazione, in deroga a tale ultimo articolo, che il servizio all’epoca era di competenza dell’Assessorato alla Sanità), degli organismi di partecipazione dell’Assemblea dei Genitori e dei Comitati di Gestione; nonché la reintroduzione del Titolo III (relativo a organico, compiti, aggiornamento e formazione), ritenendo imprescindibile l’erogazione di un buon servizio da una opportuna preparazione del personale facente funzione.

Una proposta di
WozLab/Culture Meridiane
sottoscritta da
Laboratorio Zeta
OccupyLudotek
Gruppo Maternage Le Balate
Babbalù