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mercoledì 17 luglio 2013

ancora sulla questione asili a palermo

da quando i due hanno cominciato a frequentare il nido comunale a palermo non ci siamo mai tirati indietro rispetto a questioni inerenti la gestione interna, il diritto allo spazio dei bambini, il rapporto con le famiglie e il loro coinvolgimento attivo nella vita del nido, abbiamo condiviso riflessioni e prospettive di cambiamento. potete leggere tutti i post sull'asilo qui, qui, qui e qui
continuiamo a farlo anche adesso che i due hanno completato la loro esperienza (da settembre frequenteranno la scuola dell'infanzia): promuovendo a palermo l'assemblea cittadina 'bambini misura di città' (4 luglio 2013) e sottolineando pratiche di cambiamento del regolamento degli asili nido attuate dall'amministrazione che non ci convincono perché carenti di una programmazione dei servizi educativi chiara e a lungo termine e di una logica della partecipazione (a partire dai processi decisionali) che tenga conto di tutte le categorie coinvolte. pubblichiamo il comunicato stampa del comitato promotore dell'assemblea cittadina che solleva alcune questioni utili a capire le modalità di gestione dei cambiamenti, fatte dentro le aule consiliari in assenza di dibattito e di visione del futuro oltre che del presente. 

Il Comitato promotore dell’Assemblea cittadina “Bambini misura di città”, in seguito alla delibera n.208 del 13/06/2013 del Consiglio Comunale riguardante la sostituzione integrale del Regolamento Asili Nido in vigore, ha consegnato una lettera indirizzata, tra gli altri, al Sindaco di Palermo On. Leoluca Orlando, per sottolineare la totale assenza di dibattito e di approfondimento sul servizio di coordinamento pedagogico per la gestione degli asili nido comunali, abrogato interamente dal nuovo Regolamento. L’eliminazione dello “strumento fondamentale di qualificazione dei servizi”, renderebbe il lavoro di ogni singolo asilo isolato rispetto ad una programmazione pedagogica e didattica comune. Potenziare l'attività di Coordinamento Pedagogico permetterebbe invece di uniformare gli orientamenti, pur garantendo libertà metodologica nella gestione delle attività all'interno di ogni asilo. Nessuna traccia nel nuovo Regolamento dei Comitati di gestione e delle Assemblee dei genitori, organi previsti dalla Legge Regionale Siciliana 214/79, né delle attività di formazione e aggiornamento del personale previste, invece, dal precedente testo. Molti genitori sarebbero disposti a contribuire alla gestione partecipata dell'asilo affinché diventi uno spazio sociale e culturale nel quale cominciare a misurare la qualità della vita e della crescita di tutti e tutte. In Italia il coordinamento pedagogico e la partecipazione delle famiglie sono elementi di forza e di crescita dei servizi educativi. A Palermo si preferisce snellire i procedimenti, non affrontare il problema, e non programmare un’attività che, nel settore della scuola, come in altri, dovrebbe chiarire le direzioni e lo spazio dei diritti dei bambini. Speriamo che la lettera di denuncia porti ad una nuova discussione in aula, per attuare un processo di condivisione e di partecipazione vera al quale genitori e associazioni di settore sarebbero felici di poter partecipare per dare un contributo attivo.  




ecco il testo della lettera protocollata giorno 11 luglio 2013



Palermo, 11/07/2013

Al Sig. Sindaco
del Comune di Palermo
On. Leoluca Orlando

Al Presidente
del Consiglio Comunale di Palermo
Dott. Salvatore Orlando

All’Assessore alla Scuola
Prof.ssa Barbara Evola

Al Presidente Ia Commissione
Dott. Juan Diego Catalano Ugdulena

Al Presidente Va Commissione
Dott. Fausto Torta

Ai capigruppo
del Consiglio Comunale di Palermo


Le associazioni che sottoscrivono questa lettera lo fanno ai sensi del Capo II, art.9 comma 
del vigente Statuto del Comune di Palermo, sottoscrivendo liberamente quanto affermato dall’art.1 del medesimo Statuto.
In data 15/11/2012 il Settore Servizi Educativi, Servizio Asili Nido, dell’Area della Scuola
del Comune di Palermo ha inviato, assieme ai funzionari del servizio che dirige, una Proposta di provvedimento deliberativo di C.C. avente come oggetto un “Regolamento Asili Nido” teso a rinnovare il precedente del 1998. Tale documento ha come proponenti la D.ssa Santa Catania(Responsabile del procedimento) e la D.ssa Marina Pennisi (Dirigente del servizio). Ottiene un primo parere tecnico favorevole interno all’Ufficio dalla stessa D.ssa Marina Pennisi (sic!) e dalla D.ssa Licia Romano (Dirigente coordinatore), vistato dall’Assessore competente Prof. Barbara Evola.
Ottiene il visto dell’Ufficio di Ragioneria il 12/12/2012. Dopodiché viene richiesto un
parere urgente alle Commissioni I e V il 31/12/2012. Il regolamento viene recepito dalle
Commissioni il 07/01/2013 che rispondono il 04/02/2013 (I Commissione, parere favorevole all’unanimità con 5 emendamenti annessi al verbale di seduta) e il 20/03/2013 (V Commissione, parere favorevole all’unanimità con 2 emendamenti non inclusi nel verbale di seduta). Gli uffici preposti, a cui vengono inviati i pareri delle Commissioni, esprimono parere favorevole alle proposte della Ia e parere contrario alle proposte della 5a. Il testo viene presentato il 13/06/2013 al Consiglio Comunale di Palermo.
La richiesta è di votare con inspiegabile urgenza una delibera inerente una riforma radicale
del Regolamento Asili Nido vigente e risalente al 1998, altra Giunta Orlando, nella cui premessa, oltre ad alcuni selezionati articoli di legge, viene “CONSIDERATO che i risultati raggiunti dagli studi di pedagogia e psicologia sulla prima infanzia, e le trasformazioni sociali e culturali intervenute nel nostro paese, impongono una rivisitazione degli standards del servizio più adeguata alle nuove necessità educative”.
Il Regolamento Asili Nido introdotto come sostituzione del precedente “snellisce”,
effettivamente, la struttura organizzativa del precedente regolamento del 1998 escludendo in toto il Titolo III relativo alla professionalità dell’organico e alla sua formazione, nodo ineludibile ma eluso “d’ufficio”, e ristrutturando organi di rappresentanza, di gestione e di rapporto tra asili nido, cittadini e Amministrazione Comunale.
Nella redazione del Regolamento del 1998 erano incluse le Assemblee dei genitori e i
Comitati di gestione in quanto tale documento recepiva la Legge 1044/71, istitutiva del servizio, che all’art.6, comma 2, prevedeva che gli asili nido dovessero “essere gestiti con la partecipazione delle famiglie e delle rappresentanze delle formazioni sociali organizzate nel territorio” e la Legge Regionale Siciliana 214/79 che prevedeva espressamente i Comitati di Gestione agli artt.18, 19 e 20. Due norme di legge disattese nella recente modifica. Sicché i 29 articoli del Regolamento del 1998 diventano, nella nuova versione, 21, anzi 20 perché in Consiglio Comunale passa integralmente un parere della V Commissione, pur con parere tecnico contrario, che prevede l’abrogazione radicale dell’articolo 17 dal nuovo articolato, senza peraltro derogare altri articoli che a questo facevano riferimento (!). Eccolo.

ART. 17 - IL COORDINAMENTO PEDAGOGICO
Il Coordinamento pedagogico è composto dall'Unità Organizzativa Gestione e Sostegno SocioPedagogico del Servizio Asili Nido e dal Referente di ogni nido, ed è coordinato dal Responsabile Socio-Pedagogico dei Nidi.
Il Coordinamento pedagogico è lo strumento fondamentale di qualificazione dei servizi, garantisce la continuità di cura gestionale e l'omogeneità di indirizzi negli asili nido presenti sul territorio. Rappresenta, inoltre, uno strumento di supporto dei singoli Collettivi, ponendosi come livello promozionale in grado di orientare un progetto globale cittadino, e garantisce maggiore qualità e efficienza del servizio.
I compiti del Coordinamento pedagogico sono:
• curare la realizzazione di programmi educativi garantendo la continuità delle esperienze di formazione;
• curare il rapporto interattivo con il collettivo degli operatori, incoraggiando nei servizi nuovi livelli di
riflessione e competenza;
• coordinare le attività per le verifiche della programmazione;
• individuare le modalità organizzative più efficaci per realizzare gli obiettivi previsti e attiva incontri
periodici con i singoli collettivi, tra più collettivi (internidi) e momenti allargati a tutti gli operatori;
• promuovere la creazione di eventi e occasioni culturali (seminari, convegni, mostre di percorsi di attività
didattiche, apertura dei nidi alla città) per rendere visibile il lavoro svolto nei servizi ad un pubblico più vasto
di quello dell'utenza e per incrementare la sensibilità nei confronti dell'infanzia.
Gli educatori che ogni anno scolastico fanno parte del Coordinamento pedagogico collaborano in modo proficuo con lo stesso nell'attuazione del percorso pedagogico del nido, partecipando ad incontri periodici presso il Settore e promuovendo un sistema di partecipazione al progetto educativo del nido che consenta a tutte le
componenti coinvolte di svolgere un ruolo attivo.
Il Coordinamento pedagogico svolge la propria attività in rete con i servizi sanitari competenti e con il servizio sociale territoriale per l'integrazione dei bambini in situazioni difficili e per la più ampia attività di prevenzione del disagio e tutela della salute dei minori.
Bisognerebbe capire, a questo punto, quali siano i presunti enunciati “risultati raggiunti dagli studi di pedagogia e psicologia sulla prima infanzia” (quali studi? di chi?) che “impongono una rivisitazione degli standard del servizio più adeguata alle nuove necessità educative” (quali standard quali nuove necessità?).
Infatti se, come indicato, il “coordinamento pedagogico” è “strumento fondamentale di
qualificazione dei servizi”, è anche probabile che gli standard attengano a valori diversi da necessità educative. L’esclusione dell’art.17 dal Regolamento Asili Nido del Comune di Palermo rende, infatti, asfittico e autoreferenziale il lavoro svolto dagli asili nido pubblici della città: dall’immagine di un arcipelago di isole che possono avere un dialogo e investire in relazioni e rapporti, si avrà solo una geografia di isole distanti.
Evidenziando che esiste differenza sostanziale tra il Servizio Asili Nido e l’Ufficio per le
Relazioni con il Pubblico, gap operativo da dirimere attraverso un dialogo costruttivo tra le parti, andrebbe proposto un lungimirante potenziamento della struttura del coordinamento anche sotto l'aspetto didattico, prevedendo una continuità e una conformità di direzioni all'inizio di ogni anno scolastico, estesa alla fascia d'età 0-6 anni, coinvolgendo quindi le scuole d'infanzia comunali in visioni di progetto unitarie. Potenziare l'attività di collegamento pedagogico permetterebbe di uniformare gli orientamenti, pur garantendo libertà metodologica nella gestione delle direttive del coordinamento all'interno di ogni asilo/scuola, proprio perché non si risolve il nodo tagliando la fune ma cercando di sciogliere le difficoltà con una educazione alla partecipazione delle parti
(personale degli asili, genitori, amministrazione pubblica e stakeholders della città).
Per questi motivi ci piace immaginare un Regolamento che tenga in considerazione criteri di trasparenza e partecipazione, non eludendo le normative nazionali (Legge 1044/71) e regionali (Legge Regionale Siciliana 214/79), con uno sguardo all’aggiornamento e alla formazione del personale in servizio, per cercare e creare un dialogo tra parti, orientare e condividere proposte e contenuti, proporre e trasmettere alle generazioni del futuro un’idea di società inclusiva delle diversità e dei servizi educativi come primo passaggio per garantire ed esercitare i diritti dei bambini.
Tra le buone pratiche di gestione e di condivisione, applicate in Italia, suggeriamo:
- Attivazione di percorsi di aggiornamento del personale all’interno e al di fuori del Comune, presso strutture sia territoriali che provinciali, regionali, nazionali ed europee.
- Realizzazione di supporti informativi per le famiglie: carta dei servizi dei nidi, opuscoli,
consultabili anche on line, contenenti il regolamento degli asili nido, scritti in italiano, inglese, francese, arabo, cinese.
- Strategie di continuità tra nido e scuola dell’infanzia.
- Nel caso di procedure di revisione del Regolamento dei nidi, il coinvolgimento degli organismi di rappresentanza del personale e delle famiglie, indicando e informando in maniera chiara su normative e atti di riferimento.
Risulta ovvio, per concludere, che si chiede l’immediato ripristino del Titolo II del
Regolamento Asili Nido del 1998 con la reintroduzione, ai sensi della Legge Regionale Siciliana 214/79, artt.18, 19 e 20 (tenendo in considerazione, in deroga a tale ultimo articolo, che il servizio all’epoca era di competenza dell’Assessorato alla Sanità), degli organismi di partecipazione dell’Assemblea dei Genitori e dei Comitati di Gestione; nonché la reintroduzione del Titolo III (relativo a organico, compiti, aggiornamento e formazione), ritenendo imprescindibile l’erogazione di un buon servizio da una opportuna preparazione del personale facente funzione.

Una proposta di
WozLab/Culture Meridiane
sottoscritta da
Laboratorio Zeta
OccupyLudotek
Gruppo Maternage Le Balate
Babbalù

martedì 26 febbraio 2013

le parti di un libro


Credo che i bambini intuiscano il significato profondo di ogni cosa. Sono solo gli adulti che per la maggior parte del tempo leggono la superficie. Sto generalizzando, naturalmente, ma le mie illustrazioni non sorprendono i bambini. Loro sanno cosa c’è in queste storie. Sanno che matrigna significa madre, e che il suffisso -igna è lì per evitare che gli adulti si spaventino. I bambini sanno che ci sono madri che abbandonano i loro bambini, emotivamente, non letteralmente. Talvolta vivono con questa realtà. Non mentono a se stessi. 
E vorrebbero sopravvivere, se questo accade. 
Il mio obiettivo è non mentire loro.
-M. Sendak-






All'asilo dei due hanno proposto ad alcuni di noi di svolgere dei laboratori con bambini e genitori, a me è toccato quello sui libri.
Felicità
I libri: poter condividere la bellezza nel leggerli, collezionarli, prenderli in mano la sera prima di addormentare i bambini, ma anche farli da sé.
Gli elementi di una storia possono essere pochi, avere colori e forme semplici, essere realizzati con quello che abbiamo a casa.
I personaggi delle prime storie sono quelli che piacciono ai nostri bambini, sono i dinosauri, i pesci, gli alberi, le macchinine, le fatine, le stelle.
Li disegni 
Li ritagli 
Li incolli su un foglio, oppure li fai muovere
Li fai spuntare, li sveli piano piano
Li fai parlare
Gli cambi la voce
E' un gioco, ai bambini piace, quel pezzo di carta se lo conserveranno, lo coloreranno, lo cambieranno come vogliono loro.

E' stato un bel pomeriggio all'asilo, è stato bello vedere i volti stupiti di mamme e papà
più di quelli dei bambini  (che lo stupore per loro è un'espressione che non va mai via dal viso
o almeno non dovrebbe). Stupirsi per le parole nuove, le belle immagini, la fine della storia,
stupirsi per tutto quello che viene fatto con le mani, viene intrecciato, incollato, piegato e trasformato senza troppa magia.

Parlare di libri facendoli, tra un ritaglio e l'altro, una passata di colla, un disegno improvvisato, escono fuori titoli, preferenze, suggerimenti, storie.

E poi come sempre: genitori che si fermano ai laboratori dopo il lavoro, che dedicano tempo ai piccoli anche negli spazi dell'asilo, uno spazio che nella condivisione ritrova un senso diverso e vero.

Io non mi stupisco della capacità di creare con i bimbi, viene fuori in modi diversi.
Basta solo esercitarla forse. Occuparsi di loro, custodire fantasie, ricordi, paure, parole abbozzate. Trascriverle per rileggerle tra qualche anno.

Da due sere Giuseppe, mentre cammina facendo un girotondo, recita: "perché sono qui?", lo urla a volte, le accompagna con la mano queste 3 parole. Gli ho chiesto se si stesse preparando per un'audizione. Ieri sera mi ha detto di averla superata, reciterà la parte dell'unico dinosauro sopravvissuto all'estinzione. Avrà una sola battuta da dire "perché sono qui?"
Lo so che questa storia continuerà, la scriveremo insieme e ce la ricorderemo un giorno.










venerdì 29 giugno 2012

piccoli diritti crescono

Nelle ultime settimane - quelle con un clima mite, adatto all'uso del giardino - non è stato possibile usufruire né delle aree verdi né delle aree gioco dell'asilo Maria Pia di Savoia in via Papireto, a Palermo. O, quando è stato fatto - premettendo che si tratta di una condizione comune ad altre strutture comunali simili - le educatrici hanno lavorato e giocato in condizioni limite, facendo molta attenzione per garantire gli elementi di sicurezza obbligatori in contesti come l'asilo. Nel corso dell'anno scolastico il giardino e le attrezzature per il gioco, infatti, sono state continuamente manomesse da 'fruitori' esterni alla struttura, di età e misure superiori a quelle per le quali i giochi presenti in giardino sono stati progettati: perché, e non è una novità che sveliamo in questa lettera, nella nostra città manca la cultura dell’utilizzo dello spazio pubblico. Più di una volta, i genitori e il personale della scuola, hanno invitato questi fruitori esterni ed estranei - arrampicati su casette, scivoli e altalene - ad allontanarsi, aiutandoli a capire che quei giochi non erano adatti a loro quanto, piuttosto e normalmente, ai bambini dell'asilo.

Dopo anni di lotte per il riconoscimento di diritti fondamentali l'esperienza ci suggerisce che è inutile, se si vuole raggiungere l'amministrazione pubblica, pensare a forme di autogestione, seppur organizzata e nei limiti di sicurezza. Queste forme risolvono però il problema: permettono di andare avanti subito, e non restare in attesa dell'intervento esterno. Ecco così che si pulisce un giardino, si sistema un gioco e quant'altro necessiti di manutenzione. Ma è difficile organizzare i genitori: il lavoro, i tempi che non coincidono, le necessità di vita che non si incontrano. All'asilo però bisognerebbe lavorare tutti, per il bene di tutti i bambini. Per questo bisogna risvegliare l'attenzione dal basso, quella delle famiglie, e riportare tutto ad un piano di riferimento, orizzontale non piramidale, che tenga conto delle necessità e dei diritti di tutti. Sicché forse è più utile, in questo momento, intraprendere con la pubblica amministrazione un'iniziativa politica, proponendosi come soggetti politici (alias cittadini) competenti e organizzati, sperando che questo porti ad un dialogo costruttivo e propositivo in vista di un intervento di manutenzione e riordino degli spazi esterni all'asilo.

Siamo a conoscenza dell'impegno già preso dalla nuova amministrazione comunale in merito agli interventi di messa in sicurezza delle scuole, ma ci preme sollecitare questi interventi alla luce di uno sguardo consapevole e ampio.

Ci sembra sempre più evidente la necessità di rivedere i modelli di gestione, di partecipazione concreta e di restituzione ai cittadini del senso e del valore della dimensione pubblica e del bene comune.
Il vero senso della democrazia sta nell'interesse e nella partecipazione condivisa degli spazi e degli oggetti, beni e servizi, che tutti utilizziamo ogni giorno.
 Per questo chiediamo un'attenzione che sia alla base di ogni futuro intervento da parte dei servizi educativi, dei servizi sociali, del servizio verde pubblico, auspichiamo una costante e attenta manutenzione dell’area, esempio tra gli altri, da parte dei servizi competenti e l'interessamento di tutti coloro che in questo appello sono chiamati in causa e che, in qualità di amministratori della città, sono tenuti ad ascoltare e a intervenire.

Definiamo forme reali di partecipazione attiva, attiviamo tavoli tematici, intensifichiamo o creiamo il coordinamento dei consigli dei genitori con assemblee che siano davvero luogo di confronto e di cambiamento. Creiamo dei veri e propri contenitori partecipati a disposizione dei singoli consigli e delle scuole cittadine. Proviamo ad essere degli innovatori, a cambiare la percezione che la maggior parte delle famiglie ha del bene pubblico.

Siamo peraltro, bambini e genitori, fruitori di altri parchi con aree di playground qui a Palermo, e attendiamo che altre, chiuse alla collettività da troppo tempo, vengano presto riaperte, visto che abbiamo esercitato con frequenza le nostre doti di ubiquità per garantire la sicurezza dei nostri figli. Abbiamo più volte pulito le aree gioco, abbiamo rimosso oggetti pericolosi abbandonati da altri, e abbiamo svolto altri interventi di manutenzione. Perché crediamo nel valore del bene comune. Perché sappiamo che i luoghi di socialità e incontro sono fondamentali per la crescita dei nostri figli. Non vorremmo continuare a vivere nell’assenza di una politica di apertura consapevole degli spazi comuni sia in termini di fruizione che di organizzazione.

Alcuni particolari dello stato del giardino (nominalmente "storico") del Maria Pia di Savoia sono documentati dalle foto allegate:

















Sono di tutta evidenza:
    ⁃    Giochi scheggiati e malmessi
    ⁃    Struttura dello scivolo decadente
    ⁃    Giostra girevole priva di struttura di appoggio stabile
    ⁃    Terreno alla base dell'area gioco privo di erba o ghiaia
    ⁃    Seggiolino dell'altalena manomesso e privo di chiusura di sicurezza
    ⁃    Tappetini gommosi instabili e non contigui
    ⁃    Mancanza di targhette segnalanti l'età di utilizzo



Prima di ripensare le aree playground non solo in funzione dell'acquisto di scivoli, altalene e giostrine ma come luogo di riscontro delle abilità psicofisiche, immaginative, creative e motorie dei bambini, modificando in maniera decisiva la compilazione desueta di disciplinari in cui a "parco per bambini" debba per forza corrispondere una "riserva" omologata di attrezzature, vi chiediamo: cosa pensereste voi accompagnando i vostri figli a scuola notando questi chiari segnali di mancanza di manutenzione, nonché di disinteresse, noncuranza ed inciviltà?

L'anno scolastico volge al termine e i bambini, nostri e degli altri genitori, non hanno potuto godere pienamente - nonostante il servizio degli operatori dell'asilo che hanno cercato di mantenere un decoro nel giardino, combattendo le ingerenze esterne e la scarsa manutenzione del verde - dello spazio verde che è sicuramente un punto di forza della struttura comunale di via Papireto. Speriamo, prima dell'inizio del prossimo anno scolastico, in un intervento che dia garanzia di sicurezza, e che sia un chiaro segnale di ascolto e di presa di coscienza generale.
Disposti ad ogni forma di incontro e di scambio di proposte e certi della Vostra attenzione, inviamo saluti cordiali e un augurio di buon lavoro, sperando di annoverare anche questo impegno, che vede i bambini fruitori della città e degli spazi a loro destinati, tra i tanti e futuri traguardi che il Comune di Palermo riesca a raggiungere.

Vivian Celestino e Domenico Cogliandro, mamma e papà di Giuseppe e Gianluca


(abbiamo consegnato questa lettera all'assessore alla scuola del comune di palermo in occasione della festa di chiusura dell'asilo. bello che lei fosse lì e che questa lettera sia nelle sue mani)

Esempi virtuosi e necessari

http://lanostrascuolare.wordpress.com/
http://www.bancatempo.it/index.php

domenica 26 febbraio 2012

home_school

Muoversi a palermo per me significa muoversi in bicicletta, non ho mai conosciuto e apprezzato alternative. Da quando mi muovo per le strade della città con un passeggino e due bambini poi ho finito per convincermene totalmente, peccato che non abbia ancora trovato una soluzione in tal senso, o meglio: trovate ma troppo costose.
Da tempo poi cerco di capire perché lo sguardo delle donne posato sulle cose possa restituire un'immagine della realtà e in modo particolare della città, completamente diverso o forse sarebbe meglio dire sfaccettato. Così come da tempo mi occupo di progettazione partecipata con i bambini e credo che anche questo sia un punto di vista da non sottovalutare. Quello che ho capito da anni di letture, pratiche e azioni positive è che questi sono sguardi attivi sulla città (in tempi di campagna elettorale palermitana, il 4 marzo a palermo si svolgeranno le primarie del centro sinistra, poco ho letto o sentito su questi temi, su queste possibilità di cambiamento, sulle modalità da attuare perché qualità messe in campo quotidianamente in casa e al lavoro possano diventare risorsa per tutti e tutte).
Il mio rapporto con la città è diventato ancora più forte da quando la frequento con i due (gemelli) che tra un mese compiranno 2 anni.
Lo scorso anno erano le lunghe passeggiate rilassanti per loro, un pò meno per me con uno dei due nel passeggino e l'altro nella fascia, i nuovi percorsi scoperti vicino casa, le traiettorie verdi di villa giulia e dell'orto botanico, la pausa alla ludoteca di piazza marina e poi a casa a mangiare. Quest'anno è la strada che percorriamo per andare all'asilo, 20 minuti dentro il centro storico di Palermo. Ogni giorno camminando abbiamo la fortuna di poter osservare alcuni tra i più bei monumenti e angoli della città, quella rimasta ancora vivibile per certi aspetti, di convivilità intendo, forse l'elemento più bello di chi sa cosa significhi muoversi nel centro della città. Quel riconoscersi, salutarsi, comprendersi negli impegni di ogni giorno, quel modo tutto particolare di sentirsi parte di una città che poco o quasi per nulla riconosce bisogni. La città che si fa guardare accanto a quella da vivere ogni giorno: come farle incontrare? Penso ci siano posti che alimentino le relazioni sociali e politiche più di qualunque circolo o comitato elettorale e questi posti sono nelle città. E in questi posti ogni giorno c'è chi sa muoversi e sa guardare, chi riesce a raccontare la stanchezza nell'oltrepassare ostacoli di ogni tipo, la paura nel dover camminare sulla strada perché i marciapiedi sono pieni di macchine, escrementi o spazzatura. Basterebbe veramente poco, basterebbe prendersi cura di quello che ci appartiene e adoperare forme di rispetto per chi ogni giorno fatica a vivere la città solo perché minoranza. Forse è solo una questione di spazi, microspazi, percorsi, ma anche di una nuova e possibile concezione del tempo, che non deve essere per forza di cose lento, ma ben speso, ben distribuito.
Non vorrei continuare a muovermi in una città con la sensazione di dover sopravvivere e proteggere costantemente i due. Vorrei che le minoranze (bambini, mamme e passeggini, ciclisti, portatori di handicap...) venissero valorizzate, che gli spazi a loro destinati fossero evidenti ma non eccezionali, che facilitare non diventi sinonimo di sottrarre e prendersi cura non sia un lavoro da femmine, ma diventi pratica condivisa di azioni e saperi.
Due figli mi hanno proiettata verso il mondo in modo nuovo, la dimensione urbana è sempre stata al centro della mia vita, perché mi sono sempre mossa in maniera indipendente alla scoperta di questa città nuova, perché per studiare ho dovuto prima scoprire la città che è diventata la mia città, adesso lo è ancora di più perché in questa città o in qualche altra vorrei sentire i due liberi di scoprire e di avventurarsi, di diventare cittadini indipendenti e attenti, osservatori impietosi di un mondo che fa fatica a camminare allo stesso passo dei bambini.
Le mie care letture firmate Bassanini e Marinelli adesso le riprendo con uno spirito nuovo ma sempre acceso e denso di volontà.
Letture che hanno ispirato questo post e il video che segue, cliccate qui per vederlo.
Questo post sostiene passeggini alla riscossa e babyfriendly due belle storie di r_esistenza attiva nelle città.

mercoledì 18 gennaio 2012

l'esperienza da bambini

grazie ad un'amica oggi ho letto queste semplici parole, forse non c'è tutto, ma c'è tanto.
l'autrice/autore è sconosciuto.



tutto quello che mi serve sapere l’ho imparato all’asilo

la massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l’ho imparata all’asilo.
la saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell’infanzia. queste sono le cose che ho appreso:
dividere tutto con gli altri
giocare correttamente
non fare male alla gente
rimettere le cose al posto
sistemare il disordine
non prendere ciò che non è mio
dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno
lavarmi le mani prima di mangiare
i biscotti caldi e il latte freddo fanno bene
condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un pò e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno
fare un riposino ogni pomeriggio
nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri
essere consapevole del meraviglioso
ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così
i pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure
non dimenticare la prima parola che ho imparato, la più importante di tutte: guardare.

tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole auree, l’amore, l’igiene alimentare, l’ecologia, la politica e il vivere assennatamente. basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile. pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti, l’intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l’hanno trovata e di ripulire il proprio disordine. rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.

giovedì 22 dicembre 2011

natale formato famiglia

il natale è la festa di una famiglia surreale, nata in modo surreale, nella quale un figlio viene concepito in modo oltremodo surreale. e allora perché non allargare il discorso a tutte le famiglie? tutte ma proprio tutte. perché tutte sono surreali a modo loro.
quelle multietniche, quelle formate da un uomo e una donna, quelle con due papà o due mamme, le coppie sposate, quelle di fatto, la famiglia delle nonne e delle zie, la famiglia della scuola.
in questi ultimi giorni ho pensato, guardando i due che è solo un caso che loro siano qui, che siano i miei figli. i due sono arrivati, mi somigliano, nelle cose belle e in quelle meno belle, sono qui e mi chiedono di crescere ma anche di giocare, di crescere a forma di gioco, và. diciamo così.
da quando frequentano l'asilo altre persone si prendono cura di loro,
li accolgono, li fanno crescere insieme ad altri, certo io ho sempre un ruolo di primo piano nella loro vita, ma credetemi, la sensazione che vorrei tanto fare arrivare al vostro cuore è che chiunque si prenda cura di loro, li accompagni, li faccia ridere e divertire per un pò, li pensi, ecco magicamente entra nella loro vita.
o meglio, io da madre vi dico: sono qui, liberi di amare e di legarsi a chi sentono vicino, a chi li rende felici, io vorrei come prima cosa renderli liberi.

sarà che da quando è iniziata l'esperienza dell'asilo ci siamo aperti al mondo con loro, sarà questo si, ma io li vedo sereni e aperti, in un costante movimento curioso, li vedo gettarsi sulle cose con le mani prima ancora che con il pensiero.
stanno imparando a creare delle relazioni, a vivere in gruppo, a sentirsi parte di un mondo più grande del nostro piccolo mondo. ogni giorno li vedo avvicinarsi in maniera fiduciosa ad altre persone, li vedo porgere la mano, o stringerne una che gli viene offerta, li vedo fare un saluto quando andiamo a casa, perché sono sicuri di ritornare, sicuri che questo posto, l'asilo, è ormai il loro posto.

vivono la diversità senza percepirlo, senza saperlo. come dovrebbe essere per noi.
con il cuore aperto, senza quei filtri che ci fanno perdere solo tempo
quelli che ci catalogano in uomini e donne, in razze, in ruoli precostituiti.
ho sempre guardato il mondo con occhi liberi, ancora di più da quando ho due figli.
ogni giorno guardo con i loro occhi quando cammino con loro, quando entriamo all'asilo e incrociamo altri volti, felici e stanchi, di bambini, bambine, mamme e papà.


e poi devo proprio dirlo, mi sono profondamente commossa durante la festa di natale quando ho sentito i genitori che auguravano buon natale e buon anno nella loro lingua.
mentre pronunciavano quelle brevi frasi ho guardato gli occhi, i sorrisi, ho percepito nella loro lingua tutte le tradizioni lasciate a casa e quelle portate qui e trasmesse ai figli e io mi sono sentita parte di un pezzo di mondo, quello vero, quello che la crisi non lo ferma, quello che si carica il peso lieve dei figli e lo fa diventare ricchezza per tutti.
prima che cominciasse la festa ho osservato i genitori in attesa, mamme e papà, solo mamme o solo papà.
avrei voluto chiedere una cosa a ciascuno di loro, che so io anche soltanto il loro nome. poi mi sono avvicinata alla mamma di boziana e le ho chiesto quanto tempo impiega per sistemare i capelli a sua figlia, lei mi ha detto un'ora, che amore paziente! ho pensato.
(però ho subito lasciato perdere l'idea di fare la stessa cosa con giuseppe per il quale avevo pensato a questa soluzione, visto che ha i capelli lunghissimi).
arriva dalla costa d'avorio, una parte di famiglia sta ancora lì. e il suo pensiero pure e si vede, negli occhi. le ho fatto delle foto (scusa mamma di boziana, ecco vedi non ti ho chiesto il nome, se ti va te le stampo e te regalo, davvero).
poi ho parlato con la mamma di valeria e victor, per proporle passaggi di vestiti. ok ci sta, è fatta. basta poco vedi. can i give you a clothes for your baby?
ecco per me natale è già passato, quest'anno è arrivato prima il 19 dicembre, e lo abbiamo festeggiato all'asilo frequentato dai due, un natale di famiglie allegre e numerose.
papà e mamme che ogni giorno lavorano per i loro figli, mamme precarie ma in costante ricerca, mamme che sperimentano.
non vorrei dire, anche perché non l'ho sentito così, che ci siano solo le cose belle, perché ho sentito tutte le fatiche e le preoccupazioni, non solo le mie (che già da sole vi assicuro...ma lasciamo stare và) con dei figli in un mondo così devi averle per forza le paure. ognuno ha le sue però: ben riposte o incise nei volti.

alla fine della festa siamo usciti fuori e pioveva, così ci siamo bagnati, anche i bambini. abbiamo sentito la pioggia sul viso e sulle manine, abbiamo provato a catturare qualche goccia con la lingua e ho pensato che la mia materia prima sono loro due, loro sono: l'aria, la terra, l'acqua, il sole, il fuoco.
ho sorriso, ma ho anche pensato al carico di pensieri e di piccole tristezze che ci portiamo a casa. poca cosa in fondo, rispetto a tutto il resto.


libri formato famiglia

libri che trattano il tema dell'omogenitorialità:

- Qual è il segreto di papà?
- Piccola storia di una famiglia
- Più ricche di un re
tre edizioni lo stampatello

- E con Tango siamo in tre di Peter Parnell e Justin Richardson illustrato da Henry Cole (Edizioni Junior, da 8 anni)
- King & King degli olandesi Linda de Haan e Stern Nijland (autore delle illustrazioni),
- King & King & Family
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- C.C.P. Cicogne, cavoli, provette (per una fascia di età tra i 5 e gli 8 anni) di Brunella Baldi si parla di procreazione assistita edizioni principi e princìpi
- Il dono di Alma (5/8anni) di Federica Iacobelli, con illustrazioni di Chiara Carrer, la protagonista è una bambina in affido. edizioni principi e princìpi
- Alina e l’orco Ulrico (età 6-10 anni) Anna Baccelliere (testo) e Domenico Sicolo (disegni) affrontano il tema degli abusi sessuali. edizioni mammeonline
- Bambini con le ruote (età 6-10 anni) traduce in pratica quotidiana la legge sull’affido condiviso. edizioni mammeonline
- La cometa di Giove di Luisa Staffieri, illustrato da Tiziana Rinaldi. tema: la perdita di una persona cara. edizioni mammeonline
- Due di tutto di Arianna Papini edizioni Fatatrac
- In famiglia di Sandro Natalini edizioni Fatatrac
- Piccolo uovo con disegni di Altan edizioni lo stampatello
- Tante famiglie, tutte speciali di Rachel Fuller edizioni Gribaudo





mercoledì 7 dicembre 2011

felicemente colorati

pomeriggio colorato passato all'asilo con i due.
sono anni che guardo (riprendendoli e fotografandoli) bambini colorare e creare durante i vari laboratori che ho svolto.
ora, io i due li guardo ogni giorno fare qualunque cosa: le cose normali, le piccole scoperte, i nuovi giochi che ci inventiamo.
ma vedere i due ieri con pennelli e spugnette mi è piaciuto un sacco!










sabato 1 ottobre 2011

giardinaggio

è finita una settimana passata tra aerosol, spalate di muchi e nottate più o meno insonni a causa di raffreddori e bronchiti. lunedì asilo insieme, poi da martedì giuseppe è rimasto a casa con domenico e gianluca ha continuato la sua vita tra casa e nido. ormai resta lì sereno. ha capito che quello è un posto suo. lo vedo da come si muove adesso rispetto ai primi giorni. intanto giuseppe a casa ha dato un ritmo tutto suo alla giornata. senza gianluca, solo a casa con papà super-raffreddato pure lui, poltrisce sul divano e si abbiocca facilmente. una mattina però torno a casa dopo aver accompagnato gianluca e coinvolgiamo giuseppe nel travaso delle piante di peperoncino (esperienza da ripetere anche con gianluca). lui si diverte un sacco a tenere la terra tra le mani, a premere sul terricccio bagnato, a sporcarsi (attività che ormai ha un'accezione totalmente positiva nella mia vita, come dire, fa parte dell'esperienza). così mettiamo tutto a posto, prepariamo la pappa, domenico va a prendere gianluca e poi nanna insieme a casa.






giovedì 29 settembre 2011

so what's new!

L'asilo è un posto sicuro, colorato e accogliente.
o forse sono le persone che lo rendono tale e sono i bambini ad animarlo ogni giorno
l'asilo sta diventando per noi tutti un'esperienza importante: di apertura, di socializzazione, di fiducia e di crescita.Lo vedo negli occhi di gianluca che sta frequentando da solo in questi giorni (causa bronchitella di giuseppe). Avanza più o meno sicuro, si guarda intorno, cerca i suoi punti di riferimento, fa nuove esperienze, non lo vedo ma lo immagino, e poi quando andiamo a prenderlo sembra più grande fino a quando non ci vede e corre verso di noi, perché ora basta, è il momento di tornare a casa, di ritrovare le mie cose e i miei percorsi. Un pò alla volta ma sta succedendo tutto molto naturalmente e serenamente, come tutti i passaggi importanti nella vita dei twins. Il merito va attribuito anche ad una maestra attenta, paziente e accogliente che ogni giorno mi racconta cosa ha mangiato, come, cosa ha fatto, come e con chi, se ha sorriso, se si è stupito. Mi aiuta sentire parlare di gianluca e da domani anche di giuseppe, che tornerà all'asilo, in questo modo, sentirli nelle parole di un'altra persone. Insomma, dopo la stagione autunno-inverno passata tra le mura domestiche, la ludoteca e villa giulia, dopo i nostri tragitti quotidiani che ci hanno permesso però di approfondire ed ampliare il social network del quartiere, quello fatto di gente vera, che ha visto e conosciuto i twins meglio di amici di vecchia data, adesso andiamo verso il mondo o almeno ci proviamo.