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giovedì 2 maggio 2013

OCCUPYLUDOTEK


Due anni di chiusura della ludoteca comunale di villa Garibaldi a Palermo

Due anni di impegno, di relazioni, di parole e di azioni.
Due anni in più nella vita dei bambine e bambine passati senza un servizio utile, capace di creare fusioni, creazioni, passioni, relazioni e crescita. Un servizio per il quartiere e per la città.
Due anni dedicati alle bambine e ai bambini che in questo posto ci sono venuti la prima volta da piccoli e che adesso aspettano, alle mamme e ai papà che lì hanno chiacchierato per la prima volta e poi hanno deciso di non smetterei, agli operatori che ci hanno creduto, a tutto il quartiere che a modo suo l'ha scoperto e lo ha fatto suo, a chi ha scritto le lettere di protesta, a chi ha cantato e suonato, a chi ha fatto tante telefonate, alla città, bella e sofferente, alla parte viva di questa città spesso dimenticata. ai nuovi contatti con l'amministrazione che ha bisogno degli esempi buoni per crescere, che gli esempi buoni li conosce sempre applicati altrove. Ad un dialogo possibile che parta dalle esigenze minime per trasferirsi a questioni ampie come quelle dei diritti dei bambini, primo fra tutti l'esperienza di un'infanzia urbana, fatta di varietà di giochi e di colori, di spazi e di scoperte.

Passione e impegno condivisi da genitori e bambini insieme.

Perché si comincia da piccoli a capire il valore dell'impegno per il riconoscimento dei propri diritti, che si tratti di un qui si può, di uno spazio verde, di una città pulita, di una scuola sicura, di un albero da difendere, di una strada che protegga anche i modi alternativi di circolare.


Alle corse, ai sorrisi, ai silenzi, alle mani sporche, agli sguardi curiosi, alle parole forti, alle speranze da difendere, ai diritti da amplificare per dire e continuare a gridare che CI SIAMO!



LUDOTECA UNA STORIA AL CONTRARIO



18 maggio 2013
Occupuyludotek partecipa al workshop METTERE IN COMUNE (Cantieri Culturali Zisa) nel gruppo PRATICHE SOCIALI E CARING

15 maggio 2013
Facendo seguito alle dichiarazioni rilasciate dall'assessore alla cittadinanza sociale Agnese Ciulla sul giornale di Sicilia del 9 maggio e alla trasmissione ditelo a RGS del giorno successivo, oggi le mamme e i papà della "ludoteca che non c'è", in attesa del bando di affidamento che si attende ormai da ottobre, hanno incontrato Acunamatata per decidere insieme eventuali forme di collaborazione e cogestione della ludoteca di villa garibaldi. Work in progress...

8 maggio 2013
Stato dell'arte, secondo le dichiarazioni dell'assessore Ciulla: 
-ludoteca consegnata alla cittadinanza sociale
-bando in uscita (ma questo ci viene detto da ottobre, speriamo davvero che gli ultimi intoppi e passaggi siano meno ingarbugliati e più veloci di quanto accaduto fin ora!)
-affidamento temporaneo (fino all'espletamento del bando) a Sergio Lo Verde e alla cooperativa Acunamatata che già lavora nella circoscrizione
-riparazione dei vetri antisfondo da ultimare, impianto elettrico da fare

(il giardino e eventuali attività di animazione non sostituiscono il fondamentale diritto del bambino a scegliere i suoi giochi, attività quest'ultima che insieme ad altre fa la differenza tra un servizio pubblico di qualità e quegli ammassi spesso confusi e nemmeno divisi per genere di giochi che molti a Plaermo chiamano ludoteche e che non lo sono. Ricordo che la ludoteca come a bilioteca nasce come un servizio sociale rivolto alla cittadinanza e che pertanto il prestito dovrebbe essere uno dei servizi offerti)
23 aprile 2013
ludoteca di strada in piazza pretoria
19 aprile 2013
Associazione Malausséne - Circolo Arci a Palermo
incursione giocosa e colorata durante l'incontro 'La vivibilità nel Centro Storico: situazione, proposte e prospettive'
29 marzo 2013
comunicazione dell'assessore ciulla: il bando ė stato inoltrato da un paio di giorni all'ufficio contratti del Comune per la pubblicazione (visto di legittimità).
12 marzo 2013 incontro con l'assessore agnese ciulla presso gli uffici di via garibaldi per aggiornamenti sulla pubblicazione del bando e sullo stato dei lavori.
13 dicembre sopralluogo nei locali della ludoteca e incontro-confronto con gli assessori bazzi e barbera e con i funzionari del comune coinvolti nella questione e nei lavori.
1-2 dicembre 2012 occupyludotek
2 giorni di sensibilizzazione e di festa, un segnale di presenza giocosa e colorata all'interno di villa garibaldi.
fine novembre 2012
consegna chiavi al coime, sopralluogo arch ampanella e operai
6 novembre 2012
l'assessorato al Centro Storico manda nota al COIME perchè riprendano i lavori di ristrutturazione. I lavori erano a buon punto ed erano stati sospesi per il contemporaneo avvio del progetto di rinnovo delle tre piazze (Bologni, San domenico e PIazza Marina).
lettera 5 novembre 2012 inviata dal gruppo genitori in seguito all'incontro avuto in circoscrizione nella quale si richiedono chiarimenti sui tempi dei lavori e di svolgimento del bando di assegnazione del servizio.
11 ottobre 2012 incontro/consiglio aperto alla cittadinanza con l'assessore Ciulla sulla questione ludoteca di villa garibaldi.
luglio 2012 apertura della villa ma non della ludoteca
febbraio 2012 inizio lavori nella villa
domenica 29 gennaio 2012 picnic in ludoteca prima iniziativa di mobilitazione pubblica per richiedere in tempi brevi la riapertura della ludoteca comunale
17 novembre 2011 sopralluogo l'assessore Pergolizzi,i tecnici del centro storico,i dirigenti dell'ass. att sociali,il coime e la ditta che si occuperà degli impianti
giugno 2011 iniziativa ridateci la ludoteca
17 giugno 2011 lettera dell'assessore ai servizi sociali Raoul Russo ad Associazione Mandamento Tribunali – Castellammare e Cittadini dei quartieri Kalsa e Castellamare
14 giugno 2011 alle ore 15.47 partecipazione del gruppo genitori al consiglio comunale di circoscrizione
10 giugno 2011 lettera del gruppo di genitori dei bambini e delle bambine della ludoteca
aprile 2011 chiusura ludoteca



I NOSTRI VIDEO


https://vimeo.com/59944961

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=pE9SEoE7iEo


ALCUNI DEI NOSTRI APPUNTAMENTI











sabato 28 aprile 2012

you can be happy

Sul fatto che potessero essere adatti a bambini di due anni non ci avevo pensato
e invece tutti i MR e le LITTLE MISS di Roger Hargreaves si prestano ad essere raccontati anche ai più piccoli. Spesso i bambini così piccoli tendono a riprodurre suoni, movimenti delle immagini che vedono sui libri, così la storia cambia o viene proprio inventata.
Le storie di R.H.sono semplici, c'è poco da dire su MR happy che se ne va in giro portatore sano di buonumore, su LITTLE MISS SUNSHINE che cambia le regole del regno di Miseryland. La felicità è possibile, accorgersi dell'altro è doveroso oltre che possibile, le storie di R.H. ci dicono con disarmante semplicità che c'è una felicità che è propria della condivisione delle cose belle e che dovrebbe essere sempre così. Sono sentimenti difficili da spiegare a bambini di due anni, la mimica facciale aiuta però a fissare sensazioni provate ma non dette. Così guardando MR HAPPY ci facciamo una bella risata, di fronte a MR MISERABLE le nostre labbra stanno in giù, ci mettiamo le mani sulla bocca come LITTLE MISS SUNSHINE e gridiamo URRA' alla nuova Laughterland.

You are now entering laughterland
smiling
laughing
chuckling
giggling
PERMITTED
by order of the King


qui si comprano i libri
qui trovate info su MR e LITTLE MISS













lunedì 12 marzo 2012

da cosa nasce cosa

Parole di Bruno Munari:

La progettazione di un giocattolo per bambini può essere affrontata in diversi modi: uno di questi modi, il più usato, è quello di progettare una produzione di giochi o di giocattoli basandosi esclusivamente sulle possibilità di assorbimento del mercato, senza preoccuparsi se questi giochi o giocattoli siano veramente utili alla crescita della personalità del bambino. In questo caso si produce ciò che il mercato del giocattolo chiede: bambole stupide da sedere in mezzo al letto, di giorno. Oppure bambole consumistiche che cambiano vestiti, scarpe, costumi e ambienti per favorire il commercio. Oppure giocattoli di guerra o di fantascienza o giochi e giocattoli di evasione.
Nella nostra “civiltà del fatturato” quello che conta per i produttori è guadagnare sempre di più, anche approfittando dell’ignoranza altrui, guadagnare a tutti i costi, sfruttando gli altri. Ma siccome anche noi siamo “gli altri” per qualche organizzazione commerciale che ci vuole sfruttare; ecco che un popolo di furbi diventa un popolo di sfruttati. Un gioco ignobile.

Un altro modo di progettare un gioco o un giocattolo è invece quello di consentire di produrre qualcosa che sia utile alla crescita individuale, senza naturalmente dimenticare un giusto profitto per l’impresa.
Che cosa può essere utile, ci si può chiedere, alla crescita di un individuo in formazione come il bambino?
Qualcosa che gli dia, attraverso il gioco, delle informazioni che gli potranno servire quando sarà adulto. Sappiamo tutti che quello che un bambino memorizza nella tenera età, gli resterà poi per tutta la vita. E’ così che possiamo aiutare a formare individui creativi e non ripetitivi, individui con una mente elastica e pronta a risolvere problemi che l’individuo può incontrare nella vita: da quello di trovare un lavoro, a quello di progettare la propria casa di abitazione, quello di educare i propri figli.
Un individuo capace di capire ogni forma di arte, capace di comunicare verbalmente e visivamente, capace di comportamento sociale equilibrato.
Tutto ciò che si può ottenere se il bambino gioca, già a tre anni, con dei giochi o giocattoli giusti. A tre anni il bambino sta memorizzando il frutto delle sue esperienze sensoriali sull’ambiente che lo circonda. I suoi recettori sensoriali sono tutti simultaneamente aperti: egli ha una sensazione globale dell’ambiente nel quale vive. Egli incomincia a conoscere le forme e i colori delle cose, attraverso il tatto egli impara a distinguere le cose morbide da quelle dure, quelle lisce da quelle ruvide, quelle elastiche da quelle rigide…
Egli non sa ancora i nomi di queste qualità, ma già le ha vissute nella sua quotidiana esperienza. Egli sa quello che punge e quello che scotta, vuol bene alla mamma perché, nel periodo in cui si nutriva di lei, ha avuto sempre delle sensazioni di morbidezza e un certo profumino (che poi cercherà di prolungare ne pezzo di tessuto che terrà sempre in mano come Linus). Ha avuto anche sensazioni di calore o di freddo o di fresco, conosce il vento e la neve, la pioggia e la nebbia, la luce e il buio. Nel suo cervello, come in un computer, tutto è memorizzato per tutta la sua vita. Al momento opportuno, a qualunque età, di fronte a qualcosa di sconosciuto, cercherà una relazione con quello che sa, per poter capire.

Una giusta memorizzazione di dati, al momento opportuno, aiuta a vivere meglio, dà le informazioni utili al momento giusto. Un individuo creativo è un individuo completo, non ha bisogno di tanti esperti per risolvere i suoi problemi...
Il giocattolo ideale deve poter essere capito dal bambino senza alcuna spiegazione. Si può lasciare il giocattolo in mano al bambino e lui lo dovrebbe capire, sia che cosa è, sia come si usa. Spesso occorre spiegare questi semplici giocattoli agli adulti poiché gli adulti sono qualche volta nell’impossibilità di capire per eccesso di cultura che, se non è assimilata ma solo immagazzinata, fa da filtro a tutte le novità, per cui se uno vede una cosa nuova, non avendo una mente elastica, resta bloccato e la rifiuta perché gli crea un complesso di inferiorità.
Un esempio di gioco che ha incontrato molto favore nei bambini, senza bisogno di lanci pubblicitari televisivi, è composto da sessanta foglietti di materia plastica trasparente incolore, del formato di cm 15x15. Ognuno di questi foglietti porta stampato un colore diverso, una immagine di una possibile composizione ideale: un albero, altri alberi, un muretto, un ponte, delle nuvole bianche, una nuvola nera, un omino, un cagnolino, un camioncino, una ragnatela, un pipistrello, una finestra, un volo di passeri, il mare, una barca, un aereo… Tutte queste immagini possono essere combinate per sovrapposizione, essendo i foglietti trasparenti incolori. Le combinazioni possibili sono qualche miliardo. Il bambino, di fronte a questi foglietti capisce subito che cosa si può fare e lo fa, senza che nessuno gli dia spiegazioni. Prima farà composizioni logiche, poi si divertirà a comporre cose assurde come il cagnolino che cammina sulle nuvole mentre piove c’è il sole. Il gioco va alla velocità del pensiero, la mente è in continua azione, tutto si fa e si disfa come nella realtà, non c’è niente di più importante, quello che conta è la possibilità combinatoria, cambiare sempre, provare e riprovare.
La mente diventa elastica, il pensiero dinamico.
L’individuo creativo.
Altri giochi possono essere progettati per far conoscere ai bambini le possibilità combinatorie a tre dimensioni, giochi di cui il Lego è un esempio, ma ancora più stimolatori, ancora più basilari. Il vecchio meccano era uno di questi giochi, ma aveva la noia di dover lavorare molto per disfare un oggetto: svitare tutte le viti, mettere via i bulloncini, le aste forate non risultavano più dritte, un poco sporche e impolverate…
Il gioco deve essere più agile e non ci dovrebbe essere niente da smontare e mettere via nella sua scatola. Un gioco antichissimo cinese, che permette, anzi stimola la percezione individuale, è il Tangram: si tratta di un quadrato di cartoncino o di legno, diviso in sette parti di forme diverse. Combinando assieme, a contatto, alcuni o tutti questi pezzi si formano moltissime figure stilizzate: animali, oggetti, case…
Purtroppo molti adulti hanno ancora una mentalità infantile, anche se possono essere direttori d’azienda, e quindi quando comperano qualche giocattolo o gioco per i loro nipotini, scelgono qualcosa che piaccia a loro, che gli ricordi la loro infanzia, senza preoccuparsi se l’oggetto scelto sarà educativo, formativo o distruttivo della personalità del bambino. Senza considerare che intanto molto tempo è passato e i bambini di oggi non sono più come quelli di una volta.
Bisognerebbe fare anche alcuni giocattoli didattici per adulti, per rimuovere dei preconcetti, per far fare ginnastica alla mente, per liberare energie nascoste (se ci sono, dato che una persona bloccata nell’infanzia è ormai fossilizzata e irrecuperabile).
Bisognerebbe allenare e abituare gli adulti a capire i bambini. Un antico proverbio cinese dice: l’unica costante del mondo è la mutazione. Se uno cerca di fermarla si ferma lui e invecchia male. Fino a un certo punto gli adulti dovrebbero insegnare ai bambini, poi dovrebbero imparare da loro a conoscere il mondo. Il mondo reale, non quello degli affari."

[Bruno Munari, tratto Da cosa nasce cosa, Laterza]


Un gioco pensato e giocato con i due che non ha avuto bisogno di spiegazioni





sabato 10 marzo 2012

puppies in the rain

Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno.
E’ come un ponte imbandierato
e il sole ci passa festeggiato.
é bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

Gianni Rodari
Filastrocche in cielo e in terra

 
Il nostro gioco dopo la pioggia
http://vimeo.com/38217589

venerdì 3 febbraio 2012

G_I_O_C_A_R_E

la lego ha da poco lanciato la nuova linea per bambine lego friends.
si tratta di mattoncini rosa facili da assemblare e di pupazzette tutte in tinta e tirate che le bambine potranno accompagnare dal parrucchiere oppure a fare shopping.
questa nuova strategia di mercato è stata definita da più parti sessista perché alimenterebbe stereotipi di genere. come dire che le bambine non hanno alternative al rosa shocking, ai bambolotti da accudire, alle barbie da agghindare. ma mi sono chiesta se anche le critiche al complotto sessista in caso di bambini non siano un pò da incastrare in un discorso più ampio. mi spiego. se solo si provasse a mettere da parte atteggiamenti vincolanti la libertà dei bambini staremmo tutti molto meglio.naturalmente la nuova linea lego è solo uno dei tanti giochi tra cui scegliere, ma sicuramente influenza chi sceglie. la linea lego è solo un gioco, ma il pensiero che guida la maggior parte delle persone quando scelgono un regalo è un atto di responsabilità. significa mettere da parte il pensiero fin troppo  comodo della divisione dei ruoli, delle categorie maschio e femmina, del controllo della libertà. è un'occasione sprecata quando chi sceglie non valuta le alternative e considera antichi giochi di legno, o poveri oggetti casalinghi, poco stimolanti. perché proprio questi possono diventare i giochi migliori.
non si tratta di applicare regole precostituite, è importante la volontà che ci mettiamo come genitori (ma anche amici, nonni, zii...) a fare in modo che ogni cosa diventi gioco, stimoli la fantasia e la curiosità.
non ci sono materiali o tipologie di oggetti precise. c'è da assecondare fasi di crescita e modalità di essere curiosi che cambiano di mese in mese. e da bambino a bambino.
la mia difficoltà, o chiamatela sfida, oppure la cosa bella è che io di bambini ne ho 2 e devo gestire due richieste e due risposte e quindi il gioco è più divertente, ma anche sfiancante. difficile trovare il gioco che li entusiasmi contemporaneamente e quando lo trovo devo gestirlo l'entusiasmo. in ogni caso resta un'esperienza stimolante, perché poi loro prendono l'iniziativa e il gioco si trasforma.
da autodidatta della pedagogia montessori (leggo libri, mi confronto con altre amme in rete) ho commesso qualche errore, a volte con alcuni giochi ho anticipato un pò i tempi, ma sono tornata indietro sicuramente non sconfitta ma con qualche informazione in più. quello che più mi affascina è la semplicità dei gesti e dell'approccio. nel senso che a volte senza saperlo ho fatto cose che stavano tra quelle consigliate. ecco forse, ho pensato, si tratta solo di buon senso.
anche io apprendo attraverso i sensi, osservo due esseri umani curiosi della vita, pronti a prenderla a morsi come un biscotto e che per questo vanno accompagnati. tutta l'esperienza dell'asilo poi completa i miei sforzi o i miei completano quelli di una maestra sempre più attenta e capace di stupirsi di ogni conquista fatta insieme. la condivisione dell'esperienza accresce la voglia di continuare a dare il meglio e a ricevere meglio.
il buon senso, appunto, ci libererebbe da giocattoli rumorosi e fanta-colorati, troppo rosa o troppo tutto. e ci regalerebbe un ambiente più sereno, libero, ordinato e da riordinare, nel quale muoversi liberamente, individuare quello che serve per giocare, poterlo prendere da soli. un pò per volta.
la nostra casa si è trasformata per forza di cose, di due cosi.
e gli spazi a loro dedicati pure.
così ultimamente ho provato ad organizzare un angolo del soggiorno così:



e poi c'è la cucina hand made
e tutti gli oggetti 'in cucina' con i quali si fa finta



e allora, quali che siano le strategie di mercato sta a noi decidere se farci condizionare o no. sappiamo noi che figli vogliamo crescere, e non necessariamente avere meno (meno giochi) significa crescere male. io, per esempio, non dimenticherò mai le coperte di lana della nonna anna con le quali costruivamo le case in balcone.

esempio di gioco attacca e stacca:
etichette adesive da staccare e appiccicare su un altro foglio o sul tavolo, sui vestiti, sul viso. il gioco si è trasformato da solo. fino a quando tutti non eravamo ricoperti di pallini colorati.






che poi la ditta lego lo scorso anno aveva lanciato questa fantastica campagna pubblicitaria. il claim? builders of tomorrow




venerdì 27 gennaio 2012

let's play a game

ci sarebbe poco da dire sulla magia del gioco, si manifesta. non devi fare niente o quasi. inutile star lì a scervellarsi. il gioco è semplicità e improvvisazione. con le cose più semplici e che hai a portata di mano.
e non vorrei quasi dire niente sulla magia di un pomeriggio passato in cucina che ha visto i due protagonisti.
oggi hanno sperimentato l'autogestione, non perché io intanto facessi altro e non li seguissi con i miei 200 occhi a disposizione. diciamo che quando siamo in cucina tra fornelli accessi, tavolini, sedie, pentolini, coperchi, contenitori...il mio livello di attenzione sale a livelli massimi.
cucinavo, sistemavo, leggevo al volo qualcosa, prendevo appunti mentali su tutte le cose da fare, sceglievo la musica da tenere come sottofondo. ma cosa più importante li osservavo. loro perfettamente concentrati a incastrare, travasare, attaccare, staccare, colorare, portare da una stanza all'altra, incuranti o quasi della mia presenza. ogni tanto un sorriso. una richiesta di aiuto per una cacca traboccante e via, il gioco continua. ecco c'è poco da dire visto. la magia la conservano i miei occhi che hanno registrato tutto.
il gioco più gettonato è stato l'attacca e stacca. lo rifaremo, ci siamo attrezzati con etichette adesive rotonde e colorate.








giovedì 17 novembre 2011

made to play... yeeeeessss






sta per arrivare a casa nostra!!!


http://madebyjoel.com/ sito consigliato ai genitori che non smettono di essere bambini