martedì 12 febbraio 2013

under the tree




Questo post torna indietro nel tempo di due mesi circa, ad un giorno di dicembre, il 19 del 2012. Lo scrivo, in ritardo, per documentare un momento di condivisione e di azione collettiva: la pulizia del giardino dell'asilo nido frequentato dai due (il Maria Pia di Savoia di Palermo). Gli strumenti erano pochi, le mani volenterose, lo abbiamo ripulito in poche ore, non ci siamo tirati indietro. Abbiamo valutato necessità e priorità, quelle dei bambini, abbiamo mandato lettere nei mesi precedenti, evidenziando la situazione di degrado e di abbandono ma anche di pericolo nella quale versava il giardino.
Poi però si arriva ad un limite, soprattutto quando le risposte ricevute non stabiliscono tempi ma solo volontà.

Ecco, c'è un punto oltre il quale non possiamo restare fermi ad aspettare ancora.

In questa città si vive da mesi in uno stato permanente di pazienza, i tempi di prima sono stati gestiti male, la politica è un affare si sa. Possiamo capire le difficoltà e i ritardi, se la  la scusa continua ad essere solo quella dei ritardi della burocrazia, non le capiamo più.

Io ho fatto solo una telefonata due giorni prima della pulizia del giardino, ho chiamato un funzionario preposto alla gestione dei giardini comunali, quello dell'asilo non rientrava tra le sue competenze, ma ha accolto la mia richiesta, quella di mandare degli operai, il giorno seguente la nostra pulizia, per ritirare i sacchi (erano 60 alla fine della pulizia) e altri rifiuti che noi genitori avremmo sistemato all'ingresso dell'asilo.
E' bastato poco, la stessa telefonata avrebbe potuto farla l'assessore alla scuola
o quello al verde. Avrebbe avuto un valore diverso forse.

Invece

Vale il nostro impegno e quello di tutte le famiglie che credono in un passaggio di consegne tra scuola e famiglia, un passaggio di ruoli, di conoscenze, di responsabilità. Vale tutto l'impegno e la cura che ci mettiamo ogni giorno per crescere i nostri figli,
vale l'impegno che ci vuole ogni giorno a vivere in una città che non si mette al servizio dei bambini, che non predispone servizi e spazi utili per loro, zone di sicurezza, di movimento e di gioco.Vale questo perché è condivisione e servizio per la collettività
vale ancora di più perché non è riconosciuto e anche se ne viene riconosciuta l'importanza, si passa avanti.

La condivisione dei problemi di questa città comincia a segnare dei limiti per tutti e tutte,
l'attesa l'abbiamo riempita di impegno e di informazione.
Riprenderemo in questi giorni anche l'impegno della raccolta delle firme dei genitori (pochi) negli asili nido comunali, per proporre la modifica del regolamento comunale che al momento non riconosce le famiglie come parte attiva nei processi decisionali, nelle fasi iniziali di un cambiamento, nella  gestione condivisa.

L'attesa la continueremo a riempire di senso e di azioni comuni:
perché è possibile
perché basta poco
perché ci sono bambini piccoli che hanno diritti grandi

Ringrazio tutti i genitori, mamme e papà, che hanno risposto all'appello,
che hanno smesso prima di lavorare e sono venuti a pulire il giardino
Ringrazio il mondo, nel vero senso della parola, racchiuso nell'asilo.

Il giorno dopo abbiamo fatto festa all'asilo
e queste feste sono emozionanti, più di quelle passate in famiglia.
Sono belle perché questi volti li vediamo ogni giorno, ci sorridiamo, ci fermiamo a scambiare due chiacchiere.
Alla festa hanno partecipato 2 assessori della città ai quali avevo mandato l'invito.
Non pensavo che avrebbero risposto, ma sono contenta per loro, perché hanno toccato con mano la condivisione vera:
quella delle mani sporche di terra, degli scarponi infangati del giorno prima, dei pianti e dei sorrisi dei bambini durante la festa, delle musiche e dei canti, delle ragazze indiane che hanno frequentato il nido e adesso studiano al conservatorio e che in occasione della festa hanno cantato per noi. Ecco, a quel punto ho pianto tutte le lacrime di gioia, di vicinanza, di futuro, di impegno.

Le foto che seguono sono di Silvia Andretti (grazie Silvia)