giovedì 27 settembre 2012

a risolvere tutto ci ha pensato gianluca

Io e Domenico stiamo crescendo insieme i due:
ognuno con le sue specificità
la sua storia
l'approccio al gioco
ora fisico ora manuale ora verbale o istintivo
insomma una vasta gamma di possibilità e di libertà.

In questi giorni ci interrogavamo sui cambiamenti dei bambini:
le nuove parole
gli interessi
le richieste
lo facevamo con parole difficili
con stati d'animo controversi e turbati.

Poi ieri sera prima di addormentarci abbiamo preso in mano P di papà, di
Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho edito da Topipittori
(pubblicato in edizione originale portoghese da Planeta Tangerina)

E c'era questo papà che faceva tante cose e si trasformava
sollevava, girava, sorreggeva.

Giuseppe ascoltava, ma il sonno a volte aveva la meglio, Gianluca invece guardava le illustrazioni e lo voleva dire:
"ma questo è quello che faccio io con papà!"
si voleva dire questo, lo masticava in bocca
tra le sillabe arruffate di un bambino di 2 anni e mezzo.
E aveva gli occhi rossi, quelli con le lacrime pronte.
Però non so perché,
questo non lo so,
non so quali sensazioni lo abbiano colto, che cosa lo abbia emozionato veramente.
Mi piace pensare che si sia riconosciuto
che si sia ricordato di tutti i momenti felici
dei giochi fatti in casa, del mare e delle passeggiate...

Così, ieri sera, prima di addormentarci
io e Domenico
abbiamo alleggerito i pesi e le parole
abbiamo ripreso tra le braccia la nostra famiglia
grazie a Gianluca e ai suoi ricordi
grazie ad un libro.

Viva i libri senza parole,
viva le immagini dense di parole perché le mettiamo noi
e quando le parole ci sono ne aggiungiamo altre o diverse
per capire meglio.